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TENS

Le tens sono un particolare tipo di elettrostimolazione che usa determinati parametri elettrici per curare o alleviare patologie di vario genere, tra le quali ricordiamo:

 

TensDOLORE

  • emicranie
  • nevralgia del trigemino
  • sindrome cervicobrachiale
  • periartriti all'articolazione scapolo-omerale
  • cefalea da tensione
  • nevralgia dell'arto superiore
  • epicondilite laterale dell'omero (gomito del tennista)
  • artrite reumatoide del gomito e del ginocchio
  • dolore muscolare agli arti superiori / sindrome di Sudeck
  • stethalgia nevralgica intercostale / herpes Zoster
  • dolore lombare
  • nevralgia agli arti inferiori
  • nevralgia all'otturatore
  • dolori all'articolazione dell'anca
  • dolore muscolare
  • osteoartriti all'articolazione del ginocchio
  • sindrome di Raynaud
  • dolore dell'arto fantasma
  • sciatalgia
  • lombo-sciatalgia
  • dismenorre


COSA SONO LE TENS

La tens si basa su di un meccanismo fisiologico denominato "teoria del gate control", ovvero controllo del cancello. In sostanza secondo tale concetto, la via nervosa della sensibilità tattile e quella della sensibilità dolorifica, giunte a livello spinale (colonna vertebrale) utilizzano la medesima via che sale per condurre i messaggi al cervello.

Se la via comune viene impegnata da un eccesso di stimoli tattili, verrà automaticamente inibita la conduzione di quelli dolorifici (in pratica viene chiuso il cancello a tali informazioni dirette al cervello).

L'analgesia così ottenuta, senza l'utilizzo di farmaci, ha l'importante ruolo di contribuire alla rottura del ciclo del dolore (dolore-contrattura, contrattura-dolore...). In assenza di dolore infatti, diminuisce la contrattura riflessa che si era instaurata automaticamente, i cataboliti smaltiti efficacemente ed il problema può essere progressivamente risolto.

Con la Tens l'analgesia, così ottenuta, insorge rapidamente ma è di breve durata e limitata al metamero stimolato (solo quella zona). La durata della stimolazione varia solitamente dai 30 ai 60 minuti ma può essere ulteriormente prolungata a piacere. L'effetto di sollievo viene in genere avvertito entro 20 minuti dall'inizio, per esaurirsi nel giro di 4-5 ore ed oltre.

Durante il trattamento il paziente deve avvertire una costante sensazione di formicolio, la quale deve essere mantenuta durante tutta la seduta, modulando, se possibile, periodicamente i parametri elettrici (Hz e larghezza d'onda), per evitare l'assuefazione allo stimolo. L'intensità non deve mai essere tale da provocare una contrazione muscolare, anche se minima. Quest'ultimo parametro, spesso trascurato, è di fondamentale importanza per il successo del trattamento.

L'approccio più comune, riguardo al posizionamento degli elettrodi, consiste nel sistemarli in modo da comprendere tra essi la zona dolorante (tecnica trasversale) oppure è possibile ricercare con un elettrodo il cosidetto "trigger point" (punto contratto o dolorante) mentre l'altro viene situato in una zona adiacente.

Un'ulteriore possibilità consiste nell'applicare un elettrodo lateralmente al processo spinoso vertebrale, scegliendo il punto corrispondente alla sede d'ingresso della via afferente interessata in funzione della zona dolorosa, mentre l'altro elettrodo viene posto in modo da far comprendere tra i due elettrodi la sede del dolore (tecnica longitudinale). La polarità degli elettrodi non riveste particolare importanza nel loro posizionamento.

In ultima istanza occorre segnalare la possibilità di ottenere un effetto antalgico grazie al rilascio di endorfine, stimolando il PAG (sostanza grigia). L'analgesia così ottenuta insorge in maniera più tardiva ma risulta più duratura.

Interessante risulta poi la possibilità di unire la tens con il programma endorfinico. I parametri riguardanti il tipo di stimolazione o burst si situano intorno ai 5 Hz (il più efficace) con la larghezza d'onda di 150-200 mS utilizzando delle intensità alte (al contrario delle tens) in modo da avvertire una sorta di contrazione pulsata e ritmica (piacevole).

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